Anche viaggiare è qualcosa che devi imparare, è una transazione continua con gli altri durante la quale nello stesso tempo sei solo.
In questo consiste il paradosso: viaggi da solo in un mondo che viene gestito da altri.
Si tratta di coloro che possiedono la pensione dove vuoi una stanza, che decidono se per te c’è ancora posto sull’aereo che vola una sola volta alla settimana, di coloro che sono più poveri e con te possono guadagnare qualcosa, di coloro che sono più potenti perché possono rifiutarti un timbro o un documento, parlano lingue che tu non capisci, ti stanno accanto su un traghetto o sono seduti vicino a te sull’autobus, ti vendono cibo al mercato e ti mandano nella direzione giusta o sbagliata, qualche volta sono pericolosi ma di solito non lo sono e tutto questo lo devi imparare: che cosa devi fare, che cosa non devi fare e che cosa non devi fare mai.
Devi imparare a gestire la loro ubriachezza e la tua, devi saper riconoscere un gesto o un’occhiata, perché per quanto tu viaggi solo, sarai sempre attorniato da altri, dai loro sguardi, dal loro approccio, dal loro disprezzo, dalle loro aspettative, e dappertutto è diverso, e da nessuna parte la situazione è quella alla quale ti eri abituato nel paese da dove vieni.

Cees Nooteboom

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